Taranto: Sport e Miti dall'Antichità al Novecento
Il manifesto che parla il linguaggio del futuro
“La modernità non dipende dalla data di un’opera, ma dalla forza della sua idea.”
Studio Artass Croce - Palermo - 1949 - Raccolta Nando Salce
una modernità del 1949
Realizzato per i Giochi Internazionali del Mediterraneo di Palermo, il manifesto riduce lo sport a pura architettura visiva: figure atletiche in campiture nette, Sicilia trasformata in segno grafico, mare come superficie cromatica e tipografia monumentale.
A oltre settant’anni di distanza, l’opera appare sorprendentemente attuale: potrebbe dialogare con una copertina editoriale, una capsule moda o un sistema di identità contemporanea.
DNA grafico dell'opera
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01 Tipografia
lettering come costruzione architettonica
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02 Figure Atletiche
corpi sintetizzati in bianco e nero
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03 Mare
geografia trasformata in segno mediterraneo
PERCHÉ È STATA SELEZIONATA
• Modernità radicale del linguaggio grafico
• Sintesi iconica delle discipline sportive
• Cromia mediterranea già contemporanea
• Forte potenziale per stampe, ricami e patch
• Opera fondativa per il tema Giochi del Mediterraneo
FASCIA METADATI • ENTE • PROPRIETÀ • CODICI • FONTE
CODICE AS | GM-001
OGGETTO | Manifesto pubblicitario
TITOLO | Giochi Internazionali del Mediterraneo
AUTORE | Studio Artass Croce
DATAZIONE | 1949
TECNICA | Carta / cromolitografia
MISURE | 100,1 × 70 cm
ENTE CONSERVATORE | Museo nazionale Collezione Salce — Raccolta Nando Salce, Treviso
INVENTARIO | 12943
NCT | 0500659617
CONDIZIONE GIURIDICA | Proprietà Stato
Fonte ufficiale: Catalogo Generale dei Beni Culturali / ICCD, scheda S, NCT 0500659617; documentazione fotografica 12943_VE 37264.
L'atleta di Taranto
Il gesto eterno
La Tomba dell'Atleta - Taranto - 490–480 a.C.
Una storia vera giunta fino a noi
Non conosciamo il suo nome, ma conosciamo il valore della sua impresa. Nella cultura della Magna Grecia, la vittoria nelle grandi competizioni non rappresentava soltanto un successo personale: era il riconoscimento pubblico di disciplina, forza, equilibrio e virtù civica. L'atleta vittorioso diventava motivo di orgoglio per la propria città e incarnava uno degli ideali più alti della cultura greca, dove l'educazione del corpo era inseparabile da quella dello spirito.
La sua memoria è giunta fino a noi attraverso un ritrovamento eccezionale. Nel 1959, durante lavori in via Genova a Taranto, venne scoperta una sepoltura datata tra il 490 e il 480 a.C.. Il corredo funerario comprendeva un sarcofago e quattro anfore panatenaiche, i prestigiosi premi assegnati ai vincitori dei Giochi Panatenaici celebrati ad Atene in onore della dea Atena. La presenza di queste anfore testimonia l'altissimo prestigio raggiunto dal defunto e conferma il profondo legame tra Taranto e la cultura agonistica del mondo greco.
La sua memoria è giunta fino a noi attraverso un ritrovamento eccezionale. Nel 1959, durante lavori in via Genova a Taranto, venne scoperta una sepoltura datata tra il 490 e il 480 a.C.. Il corredo funerario comprendeva un sarcofago e quattro anfore panatenaiche, i prestigiosi premi assegnati ai vincitori dei Giochi Panatenaici celebrati ad Atene in onore della dea Atena. La presenza di queste anfore testimonia l'altissimo prestigio raggiunto dal defunto e conferma il profondo legame tra Taranto e la cultura agonistica del mondo greco.
Le anfore costituiscono molto più di un premio sportivo. Su un lato raffigurano Atena Promachos, la dea guerriera protettrice della città di Atene; sull'altro illustrano le discipline atletiche celebrate durante i Giochi Panatenaici, offrendo una preziosa testimonianza dell'importanza che lo sport rivestiva nel mondo greco. Attraverso queste immagini è possibile leggere i valori fondanti della civiltà ellenica: competizione, preparazione, coraggio, disciplina e costante ricerca dell'eccellenza. Ogni scena non celebra soltanto la vittoria di un atleta, ma racconta un ideale educativo e culturale nel quale l'esercizio del corpo rappresentava uno strumento di formazione morale e civica. Il corredo della Tomba dell'Atleta diventa così una straordinaria testimonianza del ruolo che lo sport rivestiva nella formazione dell'individuo, nell'identità delle comunità della Magna Grecia e nella trasmissione di valori destinati a influenzare la cultura mediterranea per secoli.
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Atena Promachos
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Quadriga
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Pugilato
La Tomba dell'Atleta - Taranto - 490–480 a.C.
Pentathlon saltatore e discobolo
Conservata oggi presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), la Tomba dell'Atleta rappresenta una delle testimonianze più significative della Magna Grecia, simbolo del valore universale dello sport come patrimonio culturale del Mediterraneo.
La straordinaria forza evocativa dell'iconografia atletica della Magna Grecia continua ancora oggi a ispirare la comunicazione culturale. Ne è testimonianza la campagna istituzionale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto dedicata al "Primo Campione Olimpico della Puglia", che assume la figura dell'atleta come simbolo di questa eredità millenaria.
DNA grafico dell'opera
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01 Il Gesto
La postura dell’atleta sintetizza equilibrio, forza e movimento
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02 La Figura
Il corpo diventa una silhouette essenziale, immediatamente riconoscibile
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03 Il Ritmo
L'opera genera un repertorio di simboli, motivi grafici e dettagli capaci di vivere autonomamente su prodotti contemporanei.
PERCHÉ È STATA SELEZIONATA
Valore storico
Una delle più importanti testimonianze della cultura atletica della Magna Grecia.
Forza estetica
Figure essenziali e composizioni di straordinario equilibrio narrativo.
Modernità del linguaggio
La sintesi delle figure mantiene ancora oggi una sorprendente efficacia visiva.
Potenziale progettuale
L'apparato iconografico delle anfore costituisce un ricco repertorio di segni, dettagli e motivi ornamentali.
Autenticità della fonte
Reperto archeologico conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e documentato attraverso le fonti ufficiali del MArTA.
FASCIA METADATI • ENTE • PROPRIETÀ • CODICI • FONTE
CODICE AS | AT-001
OPERA | Tomba dell'atleta di Taranto
TIPOLOGIA | Sepoltura con corredo funerario
DATAZIONE | 490 – 480 a.C.
CORREDO PRINCIPALE | Sarcofago e quattro anfore panatenaiche attiche a figure nere
ENTE CONSERVATORE | Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA)
FONTI DI APPROFONDIMENTO | Catalogo Generale dei Beni Culturali (ICCD) • MArTA • Cataloghi scientifici
Luogo di reperimento: Taranto, via Genova 1959
CONDIZIONE GIURIDICA | Proprietà Stato
Il ponte tra due mari
Una fotografia che racconta l'identità di Taranto
Ponte Girevole - Taranto - Fotografia storica su lastra - inizi XX secolo
Il ponte che non unisce soltanto due rive. Unisce la città alla propria identità
Più che una semplice veduta urbana, questa fotografia documenta uno dei luoghi più emblematici di Taranto: il punto in cui il Mar Grande incontra il Mar Piccolo e il Ponte Girevole diventa il simbolo della città. Non rappresenta soltanto un'infrastruttura, ma racconta il rapporto profondo tra il mare, l'architettura e la storia di una comunità che per secoli ha costruito la propria identità sull'acqua.
Realizzata nei primi decenni del Novecento, l'immagine colpisce ancora oggi per la straordinaria modernità del suo linguaggio visivo.
La prospettiva centrale conduce naturalmente lo sguardo lungo il canale, mentre l'orizzonte essenziale e l'equilibrio delle masse architettoniche costruiscono una composizione di rigorosa eleganza. La materia della lastra fotografica, con la sua ricchezza tonale e la profondità dei contrasti, conferisce alla scena una forza grafica che trascende la semplice documentazione storica.
Il Ponte Girevole assume così un significato che va oltre la sua funzione ingegneristica. È la soglia tra due mari, il collegamento tra la Città Vecchia e la città moderna, tra il porto, l'Arsenale Militare e il Mediterraneo. È il luogo dove la geografia diventa identità e dove il paesaggio racconta il dialogo continuo tra natura, tecnica e presenza dell'uomo.
Osservata oggi, questa fotografia continua a sorprendere per la sua attualità. La purezza delle linee, il ritmo delle architetture, la centralità del canale e la sintesi della composizione parlano un linguaggio che appartiene anche al design contemporaneo. È un'immagine capace di dialogare con l'editoria, la fotografia d'autore e la moda, dimostrando come un documento d'archivio possa trasformarsi in una potente fonte di ispirazione progettuale.
Per il Progetto AS questa opera rappresenta una delle immagini fondative del tema dedicato a Taranto. Non solo perché racconta uno dei suoi simboli più riconoscibili, ma perché sintetizza in un'unica fotografia il carattere della città: un luogo sospeso tra due mari, tra memoria e innovazione, tra patrimonio storico e visione contemporanea.
FASCIA METADATI • ENTE • PROPRIETÀ • CODICI • FONTE
CODICE AS | TA-001
OGGETTO | Fotografia
TITOLO | Ponte Girevole, Taranto
DATAZIONE | inizi XX secolo
TECNICA | Negativo su lastra di vetro alla gelatina ai Sali d'argento
ENTE CONSERVATORE | ICCD
NCT | 1200943071
CONDIZIONE GIURIDICA | Proprietà Stato
Fonte ufficiale: Catalogo Generale dei Beni Culturali / ICCD, scheda S, NCT 1200943071
Il volto della magna grecia
Una phiale del IV secolo a.C. trasformata in linguaggio contemporaneo
Ceramica apula a figure rosse - 330 a.C.
Un capolavoro di design che ha 2300 anni
Questa phiale apula a figure rosse, datata intorno al 330 a.C., concentra in una forma circolare un linguaggio visivo di sorprendente modernità. Il profilo femminile, l’acconciatura, la palmetta e il meandro non sono semplici elementi decorativi: costituiscono un sistema grafico rigoroso, costruito attraverso sintesi, ritmo e proporzione.
La figura è ridotta all’essenziale. Il volto diventa segno, la linea diventa identità, il bordo geometrico diventa struttura. È proprio questa capacità di trasformare la forma in linguaggio a rendere l’opera ancora oggi vicina alla grafica, all’editoria e alla moda.
DNA grafico dell'opera
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01 Il Profilo
La figura femminile diventa emblema ed identità
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02 Il Segno
Palmetta, onde e motivi circolari diventano simboli autonomi
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03 Il Ritmo
Il meandro diventa struttura modulare e pattern contemporaneo
PERCHÉ È STATA SELEZIONATA
• Sintesi grafica straordinariamente moderna.
• Forte riconoscibilità del profilo femminile.
• Elevata trasformabilità in stampa, ricamo e pattern.
• Equilibrio tra autenticità archeologica e linguaggio contemporaneo.
• Opera fondativa per il ramo Magna Grecia.
FASCIA METADATI • ENTE • PROPRIETÀ • CODICI • FONTE
CODICE AS | MG-001
OGGETTO | Phiale — Ceramica apula a figure rosse
AMBITO CULTURALE | Gruppo di Taranto 9243
DATAZIONE | 330 a.C.
TECNICA | Argilla, tornio, ingobbiatura, verniciatura
ENTE CONSERVATORE | Museo Archeologico Nazionale, Gioia del Colle
INVENTARIO | 1820
NCT | 1600021354
Luogo di reperimento: Conversano, scavo 1987
CONDIZIONE GIURIDICA | Proprietà Stato
Fonte ufficiale: Catalogo Generale dei Beni Culturali / ICCD, scheda S, NCT 1600021354; documentazione fotografica _I SATA_4268.